venerdì 30 settembre 2011

Santarcangelo - Alessandria vista da SportPeople

Sul 25° numero del 2011 della Rivista digitale Ultras "SportPeople", analisi della prima trasferta in C2 a Santarcangelo:

Male la prima

Prima partita casalinga tra le mura amiche per il Santarcangelo. Dopo la promozione diretta dello scorso anno dalla Serie D, la squadra gialloblu si appresta a disputare un campionato professionistico per la prima volta nella sua vita. Ospite di giornata è l’Alessandria, squadra retrocessa a tavolino dopo l’ennesima estate “calda” in cui compagini, dirigenti e giocatori sono stati giudicati colpevoli di reati antisportivi che sono poi costati ammende, penalizzazioni o, come nel caso dei grigi, addirittura retrocessioni.
Ma non erano gli ultras il male del calcio?
Tornando ad oggi, mi sarei aspettato un entusiasmo maggiore nella città clementina e non è un caso se lo stesso allenatore gialloblu, all’ingresso in campo, si è sfogato con noi fotografi per la poca partecipazione di pubblico: circa 500 persone in Tribuna. Forse è ancora vivo il ricordo dell’ultima partita casalinga dello scorso campionato quando, con la promozione sicura al 100%, la società permise l’ingresso gratuito e lo stadio venne colorato con cartoncini gialloblu, bandiere, fumogeni e tanto entusiasmo: il carro dei vincitori passa eventualmente però solo a fine stagione. La mia curiosità maggiore è vedere all’opera gli ultras grigi: accertatomi della loro presenza, voglio capire soprattutto come sapranno gestire l’ostacolo “tessera del tifoso”. È chiaro che in Italia la leggenon è sempre uguale per tutti, e stadio che vai questura che trovi. Nel caso odierno gioca a favore degli alessandrini la poca esperienza dei locali nel gestire seguiti ultras dopo anni passati nei dilettanti e con pochissime tifoserie ospiti. Nel settore ospite, quest’anno aumentato nella capienza come impone la Lega di C e con l’auspicio di accogliere centinaia di tifosi, ho contato 7 tifosi tesserati. Gli ultras grigi invece sono in circa 25/30 persone e li viene concesso l’ingresso nel settore dei locali: questi sono i paradossi della tessera!
Per quanto riguarda il tifo poco o nulla da menzionare anche da sponda ospite, visto che da quella locale non avevo dubbi. I grigi, nei primi minuti di partita, cantano contro la tessera e mi fanno ben sperare; vengo poi smentito con il passare dei minuti in quanto anche loro non si sentiranno più fino all’intervallo. Indubbiamente mi sarei aspettato molto di più dai piemontesi: capisco la delusione per la retrocessione d’ufficio, che oggi a Santarcangelo non debbano dimostrare niente e che non è sempre facile trovare stimoli nel tifare con i tempi che corrono e dopo essersi sobbarcati certe trasferte come questa; essere però riusciti ad entrare senza tessera mi faceva auspicare in una maggiore partecipazione e rabbia in corpo da sfogarsi a suon di tifo.

Testo e foto di Gilberto Poggi. Condividi