L’UC Sampdoria festeggia i 65 anni di vita non proprio nel migliore dei modi: il regalo frutto di un’annata gestita sciaguratamente è stata la retrocessione in Serie B; ma c’è chi non smette mai di amare questi colori, oltre gli anni e le categorie, lo dimostra il caldo abbraccio del pubblico che accorre numeroso a salutare l’esordio ufficiale al “Ferraris”. Per la Coppa Italia, ospite dei blucerchiati è l’Alessandria, altro sodalizio che ha vissuto una brutta estate, con la retrocessione d’ufficio in C2 per illecito sportivo. In ragion di questo, per i tifosi dell’orso grigio, è un risarcimento simbolico poter affrontare una squadra di grosso blasone come la Samp.
Alla vigilia di ferragosto, sono ben 500 gli alessandrini presenti, la maggior parte dei quali occupa il settore inferiore riservato ai non tesserati, mentre solo qualche decina s’accomoda nell’anello superiore, quello solitamente riservato ai tifosi muniti di tessera del tifoso. Bello il tifo che anima la parte bassa del settore ospiti, fatto di diverse manate e sciarpe al cielo. Avrebbero anche contribuito alla causa anche alcuni striscioni, se non fosse stato per il loro sequestro all’ingresso: esprimersi contro Macalli e chi con lui comanda, che hanno fatto dell’Alessandria il capro espiatorio di un malaffare calcistico sistematico e diffuso, evidentemente non rientrano nel novero della libertà d’espressione.
Ancora meno comprensibile è il divieto d’ingresso imposto allo stendardo in memoria di Cisley, che dal giorno della sua dolorosa scomparsa, era sempre riuscito ad apparire ovunque fossero presenti gli ultras grigi. Ottima anche la risposta del pubblico di fede doriana. Partita importante sia per l’anniversario della compagine, sia per il ritorno in Gradinata Sud di Ultras Tito e Struppa ‘86 dopo un anno di esilio nella Nord.
Un paio di striscioni celebrano i 65 anni di storia della propria benamata. La variazione sul tema è offerta proprio dagli UTC che, con “2011-12: Tutti in trasferta” seguito dalla seconda parte “Segui noi e la Sampdoria”, lanciano apertamente la sfida ai divieti della tessera del tifoso.
In campo la partita è vibrante e alla più quotata Samp risponde colpo su colpo l’Alessandria: ci vogliono i supplementari e una rovesciata di Sammarco per piegare la sua stoica resistenza.
Tra le 9 squadre di D ammesse alla Coppa Italia maggiore, c’è anche la Casertana. Dopo un lungo purgatorio, i tifosi dei falchetti tornano a respirare calcio che conta: una quarantina gli ultras al seguito, dato ottimo se si considera che è già periodo feriale e che, a dividerli da Alessandria, ci sono ben 800 km.
600 spettatori nel resto dello stadio: oltre alla data, pesa anche la forte delusione per la retrocessione in C2; a tentare l’illecito è stato l’ex presidente, ma a pagare sono i suoi tifosi attuali e di sempre. Un eloquente striscione dice bene e dice tutto sulla questione. Scarsa anche l’organizzazione: code infinite ai botteghini nonostante i pochi presenti. In campo vince l’Alessandria e andrà a sfidare la Samp al “Ferraris”: una piccola soddisfazione dopo tanta amarezza.
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