sabato 31 luglio 2010

Parte la campagna abbonamenti...E CHISSENEFREGA

In questi giorni è partita ufficialmente la Campagna Abbonamenti per la stagione 2010/2011; come tante società professionistiche, anche i grigi si dicono "costretti" a dover far sottoscrivere a tutti gli abbonati la Tessera del Tifoso: se le società non possono (o vogliono?!?! NdA) ribellarsi, tu lo puoi fare con un gesto semplicissimo..........
DISERTA LA CAMPAGNA ABBONAMENTI...
NON SOTTOSCRIVERE LA “TESSERA DEL TIFOSO!!!
(Questo post non costituisce lesa maestà nei confronti della nuova dirigenza che ringraziamo per aver rispettato la nostra posizione)
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mercoledì 28 luglio 2010

Sabato Torneo "Insieme per Nicola"

Sabato 31 Luglio giunge alla Nona Edizione il Torneo Ultras "Insieme per Nicola" organizzato dagli Ultras Fighters di Viareggio per ricordare la memoria del compianto Nicola Scrima.
La Nord di Alessandria parteciperà come consuetudine a questo torneo alla quale parteciperanno anche le curve di Cremona,Bologna,Grosseto e Pisa.
NICOLA SEMPRE CON NOI!
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lunedì 26 luglio 2010

Le prime partite dei grigi

Prima amichevole ufficiale:
Venerdì 30 Luglio 2010 Ore 20:45 Varallo Pombia (NO)
VARALPOMBIESE - ALESSANDRIA

Prima partita di Coppa Italia "Tim Cup":
Domenica 8 Agosto 2010 Stadio Moccagatta
ALESSANDRIA - SANTEGIDIESE

(in caso di passaggio del turno....Ferragosto al Granillo di Reggio Calabria...) Condividi

venerdì 23 luglio 2010

Le ultime novità in casa grigia...

Mentre la squadra grigia sta disputando i primi allenamenti nel ritiro di Arona,ecco alcune notizie interessanti degli ultimi giorni:
  • La prima partita di Tim Cup si disputerà al Moccagatta Domenica 8 Agosto (speriamo in notturna...) contro una squadra di Seconda Divisione:lunedì conosceremo l'avversaria ai sorteggi; chi non sarà in ferie in quel periodo...inizi a prepare l'ugola per la Nord!
  • L'ex presidente Gianni Bianchi (assieme al consigliere Barabino) è stato deferito per aver pagato in ritardo i contributi dei calciatori (alla faccia di chi fino a tre mesi fa ripeteva ossessivamente che la situazione societaria era tranquilla...) e tale provvedimento ha colpito anche l'Unione Sportiva Alessandria cosicchè la nuova dirigenza si ritroverà certamente a pagare una forte sanzione pecuniaria (senza escludere eventuali penalizzazioni in classifica);
  • Il Presidente della Lega Pro Macalli conferma ancora una volta come il pubblico sugli spalti di questa terza serie economicamente e strutturalmente alla deriva per lui conti davvero poco o niente: dopo essere stato uno dei primi spudorati sostenitori della Tessera del Tifoso, anche questo campionato inizierà la penultima domenica di Agosto; in compenso la Lega Pro nei giorni scorsi ha presentato in pompa magna il nuovo PALLONE ufficiale della Serie: in un calcio ormai affamato di soldi, pieno di debiti e carente di imprenditori oculati, si sentiva proprio il bisogno di un nuovo pallone da calcio...........
  • La società si sta muovendo parecchio e bene sul fronte del calciomercato:gli innesti degli ultimi giorni sono tutti di categoria e quindi le potenzialità per fare un buon campionato ci sono. Pur aspettando il giudizio, talvolta spietato, del campo, alzi la mano chi ha da ridire sulla campagna acquisti del Presidente Veltroni;
  • Ci riferiscono che la torretta della Curva Sud perde pezzi ma crediamo che non ci sarà bisogno di manutenzione:con la Tessera del Tifoso quel settore sarà quasi sempre vuoto in maniera desolante...
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domenica 18 luglio 2010

L'intervista della Stampa sul NO alla Tessera del Tifoso

Nella giornata del raduno dei grigi davanti ad un buon numero di sostenitori (con tanto di primi cori della stagione e fumogenata), è uscita sull'edizione alessandrina de La Stampa una intervista dettagliata sui motivi che hanno portato anche la nostra Gradinata Nord a non sottoscrivere la Tessera del Tifoso: detta intervista è stata realizzata da Massimo Delfino che nei giorni scorsi aveva espresso (e fortunatamente argomentato) alcuni suoi dubbi sul comunicato del cuore pulsante del tifo grigio.
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Un bellissimo ricordo di Furio Mantelli...

"Cari Furio e Dolly"
Avevo già scritto qualcosina sulla morte in due post precedenti.
Per prima cosa vorrei rassicurare parenti, amici, semplici lettori che godo di ottima salute, ho solo un leggero mal di denti, ma in settimana sistemo anche questo, un’estrazione del dente del giudizio e in un’oretta sono a posto.
Appena pochi minuti fa mi è arrivata una mail da un coetaneo che è da parecchio che non vedo, ci siamo sentiti qualche tempo fa su face book ma una stretta di mano sara almeno dieci anni che non c’e la scambiamo.
Nella sua missiva mi comunica che è mancato un nostro ex compagno di scuola, 49 anni, stroncato da un brutto male.
Si chiamava Furio, lo ricordo con l’eschimo verde e il tascapane, avevamo una quindicina d’anni e si andava di scuola in scuola a organizzare scioperi e proteste.
Ci siamo poi persi di vista, lui aveva continuato gli studi mentre io ho iniziato a lavorare.
Talvolta c’incontravamo in quartiere, erano le solite battute, qualche frecciatina sulle vicissitudini della vita che ognuno di noi conduceva.
Per dovere d’informazione era un tifoso dell’Alessandria, i mitici grigi, di cui era uno degli storici Ultras.
Non era un ultras scatenato, per quanto mi posso ricordare, anzi era persona pacata con la quale si poteva discutere e parlare di quel rigore che l’arbitro non aveva dato.
L’avevo rintracciato sul network che ultimamente è solo stato latore di brutte notizie, maledetto face book, quasi mi vien voglia di cancellarmi, non vorrei che qualcuno mi scrivesse che son morto.
Come sempre scherzo con la morte, mi vogliano perdonare i parenti di Furio, per loro è un dolore, per me è solo un vecchio amico che non c’è più, sembro stronzo e in effetti lo sono, ma sono comunque dispiaciuto.
Di Furio vorrei raccontarvi un episodio accaduto all’incirca 25 anni fa.
Una domenica non sapevo cosa fare, erano le undici del mattino, stavo cazzeggiando come il solito, poi a un tratto l’illuminazione, decido di andare a vedere una partita dei grigi, cosi è chiamata la squadra di calcio di Alessandria.
Giocano in trasferta, vicino a Milano, più precisamente a Sesto S. Giovanni, un’oretta di auto, il viaggio si può fare, telefono a un amico, non può venire, ha altri impegni, pazienza parto da solo.
Arrivo al casello dell’autostrada e mi vedo Furio appoggiato a un’auto parcheggiata di lato, con la sua tenuta da stadio, sciarpa grigia, berretto grigio, fazzoletto grigio che spuntava dalla tasca, anche lui si sta mettendo in viaggio per andare a vedere la partita.
Mi fermo, gli chiedo se sa dov’è lo stadio, non lo sa neppure lui, pazienza si trova, nel frattempo scorgo dal finestrino dell’auto la faccia di Roberto, Dolly per gli amici.
Chi è il Dolly? Un nostro compagno di scuola, sfegatato per il calcio, ultras scatenato è riuscito a farsi arrestare per una partita quindici giorni prima del matrimonio.
Dolly il calcio l’ha seguito solo come tifoso, da ragazzino non poteva giocare per via di una malformazione cardiaca che gli impediva di correre dietro ad un pallone, ed è stato proprio il cuore a fregarlo qualche anno dopo l’episodio che sto per raccontarvi, è morto in uno stadio colto da infarto, se avesse potuto scegliere quella sarebbe stata la fine che avrebbe voluto.
Oltre alla faccia del Dolly scorgo altri due amici, chiedo a Furio: “Ma quanti siete su quella macchina?”.
Mi risponde in cinque, stiamo aspettando quella testa di minchia del non mi ricordo il nome, sempre in ritardo.
Gli propongo di salire in macchina con me, due piccioni con una fava, loro viaggiano più comodi ed io ho compagnia, qualcuno con cui chiacchierare durante il viaggio.
Furio accetta, è anche l’occasione per scambiare due parole, di raccontarci le nostre vite, l’evoluzione di quelli che erano i pensieri e le idee che coltivavamo a quindici anni.
Il tragitto è stato piacevolissimo, Furio non era poi cambiato di molto, burbero con gli sconosciuti, amabile con gli amici, di una notevole intelligenza messa al servizio degli ideali che non ha abbandonato.
Arrivati allo stadio, Furio si riunisce in curva con gli amici di partenza, io mi dirigo verso le tribune.
Non ricordo il risultato, fu una brutta partita, ma ricordo che iniziai una discussione, con un tifoso della Pro Sesto sulla direzione arbitrale, che mi fece perdere un buon quarto d’ora alla fine della partita.
Arrivato al parcheggio l’auto, sulla quale aveva viaggiato Dolly e gli altri amici, non c’era più, mi guardo intorno, non vedo Furio, mi viene da pensare che sia ripartito con gli altri, salgo in macchina e prendo la strada di casa.
Arrivato in Alessandria faccio la prima tappa al Bar Franco, un locale nelle vicinanze dello stadio della mia città, ritrovo dei tifosi prima e dopo la partita, vedo il Dolly, mi avvicino, sto per insultarlo, potevano aspettarmi, avrebbero viaggiato più comodi.
La prima cosa che mi chiede è dove ho lasciato Furio, e chi l’ha visto, non era con voi?
“No” mi dice il Dolly, “l’abbiamo lasciato vicino alla tua macchina, ti stava aspettando per fare il ritorno con te, dove lo hai lasciato?”
Non l’ho visto, giuro che non c’era, porca puttana ho lasciato Fulvio a Sesto S. Giovanni.
All’epoca i cellulari non erano ancora stati inventati, non ci rimane che andare a casa sua e vedere se ci sono notizie.
Sono circa le otto di sera quando ci presentiamo a casa di Furio, la madre ci riferisce che è a Milano. L’ha appena chiamata, che arriverà a casa intorno a mezzanotte.
L’unica cosa che possiamo fare è andare a prenderlo alla stazione e cosi facciamo.
Mancano pochi minuti alla mezzanotte, arriva il treno, lui scende lo chiamiamo, si volta, ci guarda, ci manda affanculo, ha ragione, non dovevamo abbandonarlo cosi.
Lo raggiungiamo, lui ci guarda e dice “certo che siete due belle merde” e poi “mi avete fatto vedere una partita del cazzo” e infine “adesso pagatemi una pizza che ho una fame della malora”.
In poche parole, Furio si era allontanato dalla mia auto per andare a comprare un hot dog alla bancarella lungo la strada, proprio nel momento che io ero ritornato alla vettura, certo era stato proprio sfigato, proprio com’è stato sfigato oggi, morire a 49 anni è una cosa che non si può e non si deve fare, il brutto male ne ha portato via un altro.
Adesso me lo vedo in un'altra vita, insieme a Dolly, vestiti con la maglia grigia dell’Alessandria, le loro bandiere, il tifo, l’esultanza di una partita vinta o la tristezza di una persa.
Ragazzi non aspettatemi, questa trasferta non sono ancora pronto ad affrontarla, sarà per la prossima volta, per il momento vi saluto, e se vedete Gino Amisano (il presidente) fatevi dare due biglietti per la tribuna, ve lo garantisco si vede meglio che in curva.

http://blog.libero.it/ilcamagna/ Condividi

giovedì 15 luglio 2010

Comunicato Ufficiale contro Tessera del Tifoso

I SEGUENTI GRUPPI DELLA GRADINATA NORD DI ALESSANDRIA (HEAD OUT, BIRRE VUOTE, SUPPORTERS, POCHI MA MALEDETTI, SBRINZA’S, GENTAGLIA E VECCHIA GUARDIA) COERENTEMENTE CON LE INIZIATIVE PROMOSSE NEL CORSO DELLO SCORSO CAMPIONATO, NON SOTTOSCRIVERANNO LA “TESSERA DEL TIFOSO” CHE, NONOSTANTE NON SIA STATA VARATA TRAMITE APPOSITA LEGGE BENSI’ IMPOSTA CON UNA SEMPLICE CIRCOLARE AMMINISTRATIVA DEL 14 AGOSTO 2009, SARA’ OBBLIGATORIA PER POTER SEGUIRE I NOSTRI AMATI GRIGI IN TRASFERTA.
TENUTO ANCHE CONTO CHE LA TESSERA DEL TIFOSO SARA’ ABBINATA ALL’ABBONAMENTO PER LE PARTITE CASALINGHE, I GRUPPI SOPRACCITATI DISERTERANNO UFFICIALMENTE LA CAMPAGNA ABBONAMENTI 2010/2011.
QUESTA SCELTA PER NOI E’ MOLTO DOLOROSA E SOFFERTA MA NON ABBIAMO ALTERNATIVE: ABBIAMO SEMPRE SOSTENUTO LA MAGLIA GRIGIA OVUNQUE, DAI CAMPI DI PAESE AGLI STADI PIU’ GLORIOSI, ABBIAMO FATTO GROSSI SACRIFICI PER POTER STARE DIETRO ALL’ORSO GRIGIO, ABBIAMO DOVUTO SOPPORTARE OGNI TENTATIVO DI DISTRUZIONE DEL TIFO ORGANIZZATO (BIGLIETTI NOMINALI, BIGLIETTERIE OSPITI CHIUSE LA DOMENICA, TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO STILE “GRANDE FRATELLO”, DIVIETI PER TAMBURI, MEGAFONI E STRISCIONI), ABBIAMO SEMPRE PAGATO PIU’ DEL DOVUTO IL NOSTRO ESSERE “ULTRAS” E IL NOSTRO MODO DI INTENDERE LO STADIO (D.A.S.P.O. PESANTI,SENZA ALCUNA POSSIBILITA’ DI DIFENDERSI CONCRETAMENTE DA ACCUSE SPESSO GONFIATE AD ARTE) MA CREDIAMO CHE OGGI SI SIA ARRIVATI AL CAPOLINEA, SENZA ALCUNA SMENTITA UFFICIALE CHE TENGA; LA TESSERA DEL TIFOSO VUOLE CREARE UN MODELLO DI SOSTEGNO ALLA SQUADRA INCOCILIABILE CON LA NOSTRA CULTURA
CALCISTICA, FATTO DA PERSONE CHE ENTRANO NEGLI STADI MUNITI DI UNA
CARTA DI CREDITO RICARICABILE, PERSONE “FIDELIZZATE” ALLA PROPRIA SQUADRA ATTRAVERSO UNA TESSERA FEDELTA’ CHE, A DIFFERENZA DEI SUPERMERCATI O DEI CENTRI COMMERCIALI,DOVRA’ ESSERE RILASCIATA DALLA QUESTURA, UNA TESSERA CON RADIO IDENTIFICAZIONE A DISTANZA IN MODO TALE CHE IL “TIFOSO UFFICIALE” DELL’U.S. ALESSANDRIA POTRA’ ESSERE RINTRACCIATO DA CASA ALL’AUTOGRILL,DAGLI SPALTI DELLO STADIO AL PARCHEGGIO DELLE AUTO!
CI DISPIACE TANTISSIMO NON POTER PORTARE IL NOSTRO CALORE IN GIRO PER
L’ITALIA (A MAGGIOR RAGIONE IN UN CAMPIONATO CHE SI PRESENTA MOLTO
INTERESSANTE SUGLI SPALTI) E CHIEDIAMO SINCERAMENTE SCUSA ALLA SOCIETA’ E AI GIOCATORI MA NOI NON BARATTIAMO LA NOSTRA DIGNITA’ PER UNA TRASFERTA DI CALCIO!
CON IL CUORE GONFIO DI RABBIA SEGUIREMO LE PRESTAZIONI DEI GRIGI IN TRASFERTA ATTRAVERSO LE RADIOCRONACHE, FERMO RESTANDO CHE CI FAREMO TROVARE PRESENTI NEGLI STADI CHE EVENTUALMENTE NON SARANNO VIETATI AI NON-POSSESSORI DELLA TESSERA DEL TIFOSO.
DAREMO IL 100% AL MOCCAGATTA, NELLA NOSTRA NORD, TRA LE MURA AMICHE,COMPRANDO REGOLARE BIGLIETTO PRIMA DI OGNI PARTITA.
DISERTA LA CAMPAGNA ABBONAMENTI...
NON SOTTOSCRIVERE LA “TESSERA DEL TIFOSO”!!!
Alessandria, 15/07/2010
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mercoledì 14 luglio 2010

Grigi, presentata la nuova struttura societaria

E' stato presentato oggi, presso l'Hotel Alli Due Buoi Rossi di Via Cavour, il nuovo organigramma societario dell'Alessandria Calcio. Uno staff che, nella sua composizione, ha cercato di tenere conto delle realtà alessandrina.
Presidente sarà Giorgio Veltroni, mentre la figlia, Ilaria Veltroni, sarà vicepresidente; allenatore il già presentato Sarri, mentre Francesco Calzona sarò l'allenatore in seconda; direttore generale invece Giovanni Minetti; segretario generale - responsabile area amministrativa Paolo Borasio (ex segretario e legale di Orgoglio Grigio...); responsabile area tecnica Nario Cardini; Direttore Sportivo Paolo Guidetti; Responsabile organizzativo, comunicazione e marketing Marcello Marcellini (commentatore sportivo di RadioGold, Presidente di CentoGrigio) ; addetto arbitro e responsabile settore giovanile Gianni Tagliafico (ex-addetto stampa di Orgoglio Grigio fino al 2005) ; osservatore calcistico Dante Tortonese. In società entra anche Francesco Cardini, cugino di Nario e uomo di fiducia della famiglia Veltroni. Rimane anche Stefano Toti, come addetto dell'ufficio segreteria delegato sicurezza e addetto steward. Nessun ruolo invece per l'ex tecnico, ancora sotto contratto, Francesco Buglio.
Nell'occasione si è parlato anche di conferme e nuovi arrivi. A rimanere, quasi sicuramente, saranno Artico e Servili, mentre Briano è stato incontrato questa mattina per la prima volta. Per il ritiro invece, si partirà dal prossimo 20 luglio, con le visite mediche e i controlli, poi la partenza verso Pieve Santo Stefano (AR), dove la squadra rimarrà per una decina di giorni, per trasferirsi successivamente a Sommariva Perno (anche se manca ancora la conferma dell'avvenuta prenotazione).
L'Alessandria dovrebbe cominciare la stagione il 9 di agosto con la TIM Cup, anche se le date e le avversarie sono ancora da stabilire, come la composizione e la divisione (verticale/orizzontale) dei due gironi della Prima Divisione della Lega Pro.
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sabato 10 luglio 2010

Tessera del Tifoso: perchè diciamo NO!!!

Maurizio Martucci, coi suoi interventi su giornali, radio e tv molti la considerano tra i più esperti a livello nazionale sul tema tessera del tifoso.

Cos'è questo 'Programma Tessera del Tifoso' e come nasce?
"Esperti? Non scherziamo.... Faccio solo il mio lavoro e basta. Però partiamo dalla genesi, dall'inizio, dalla storia di questa carta. Nel 2004 Antony Weatherill, per anni titolare del circuito di vendita dei biglietti dei campionati francesi, sbarcò in Italia con un'idea rivoluzionaria: “Il calcio è diventato uno spettacolo consumistico di intrattenimento – disse – ci vuole una 'Carta dei Tifosi', un manifesto che tuteli i diritti e gli interessi della categoria.” La rivista Toro News ne adottò il progetto e nacque la “Carta del tifoso granata”. Registrato il brevetto, quel signore venuto da Manchester andò a proporsi all'allora Governo Prodi, il Ministro dell'Interno era Amato. Nel 2007 morì a Catania l'Ispettore di Polizia Filippo Raciti e il parlamento varò urgentemente una legge per arginare il fenomeno della violenza negli stadi, vietando alle società di vendere biglietti e abbonamenti ai destinatari di DASPO e ai condannati, anche in primo grado, per i cosiddetti reati da stadio. Da qui l'azione dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive che, nel 2008, con due Delibere e una serie di tavoli di lavoro congiunti con CONI, FIGC, Lega Calcio, Lega Pro e Dilettanti, adottò il 'Programma Tessera del Tifoso' stravolgendo l'originaria idea di Weatherill, che non gli restò che intentare una causa per l'appropriazione del marchio registrato. Dirò di più: ha già vinto il processo intentato all'Inter per i diritti sulla carta 'Siamo Noi'. Poi nel 2009 il Ministero dell'Interno Maroni (Governo Berlusconi) emanò una direttiva rivolta a Questure e Prefetture, invitandole a sollecitare i Club a diffondere il programma della nuova fidelity card. Come? Semplice! Visto che la 'Tessera del Tifoso' non è un obbligo di legge e non è inserita nel dispositivo post-Raciti, si chiede ai 132 Club di Serie A, B e Lega Pro di affiancarla agli abbonamenti casalinghi e ai biglietti per le trasferte nei settori ospiti, chiarendo che in caso contrario si rischia di giocare a porte chiuse per carenze strutturali degli stadi. Con tutto quello che ne deriverebbe in termini di sicurezza, di immagine negativa, di psicosi allarmistica da violenza del calcio e di mancati introiti da botteghino. Tutto questo non ha nessun precedente al mondo. Ma ci pensate? Chiudere gli stadi perché i tifosi non hanno la 'Tessera del Tifoso'. E questo garantirebbe l'integrità strutturale degli impianti? Alla faccia delle disposizioni sulle vie di fuga da mettere a norma, delle uscite di sicurezza per l'afflusso e il deflusso del pubblico, della dislocazione delle postazioni di pronto soccorso e delle strutture costruite nel rispetto delle norme europee."

Cosa vuol dire?
"Porto un esempio, ahimè nefasto ma concreto e che rende l'idea. Nel 2009, durante Parma-Vicenza di Serie B, nello stadio parmense Ennio Tardini morì Eugenio Bortolon, giovane tifoso vicentino. Cadde rovinosamente da una balaustra del settore ospiti rivelatasi irregolare, oltre che fatale. Fece un volo nel vuoto per meno di 10 metri. E poi un terribile schianto al suolo. Colpa una balaustra che le perizie tecniche rivelarono poi essere al di sotto delle misure minime imposte dagli standard europei, cioè più bassa di quanto prescritto e per di più pure senza rete di protezione, che in quel caso avrebbe potuto dire salvare una giovane vita, risparmiando lo strazio di una famiglia, costretta a piangere un lutto contro natura. Mi chiedo: se il povero Bortolon avesse avuto in tasca la sua 'Tessera del Tifoso' del Vicenza e l'avesse esibita agli steward all'ingresso dello stadio... sarebbe ancora vivo? Cioè... sarebbe ancora tra noi? Non sarebbe caduto e non sarebbe morto come purtroppo è morto? Non credo proprio. Qui si stanno mischiando due piani diversi e nettamente distinti. Un conto sono le carte fedeltà, un conto sono gli impianti a norma e la garanzia dell'incolumità del pubblico. Ma ora ci dicono che la sicurezza negli stadi passa per la profilazione preventiva orientata al consumo e per l'analisi del casellario giudiziale degli spettatori. Questo ci mancava. Ma da quanto mi risulta, il settore ospiti di Parma è ancora chiuso perché sotto sequestro dalla magistratura. E sempre a Parma stanno per lanciare la loro tessera fedeltà dei tifosi crociati. Delle due, l'una. Giudicate voi..."

Si dice che la nuova card sia uno strumento per prevenire la violenza nel calcio. Ma che sia anche un mezzo di marketing. Come stanno le cose?
"E' un contenitore poliedrico di marketing, fatto da un data base potenziale di migliaia di nominativi per un mercato emergente orientato ad innovative strategie di incentivazione al consumo, credo sia l'aspetto esclusivo con cui sono state addolcite le società, facendole aderire al 'Programma Tessera del Tifoso' proponendogli un serbatoio premio, un regalo inatteso. Insomma: gli è stato prefigurato un mercato vergine da aggredire. E i Club non se lo sono lasciato scappare! Se non avessero inserito questa rete consumistica, la fidelity card sarebbe rimasta unicamente uno strumento proibizionista, un mezzo per dire chi può e chi non può entrare allo stadio. E le società si sarebbero fisiologicamente ribellate, come comunque Palermo e Parma hanno continuato a fare pur aderendo al progetto con riserva di critica. Capiamoci bene: dalla Rivoluzione industriale in poi, il marketing fa le leggi di mercato, e nel calcio è un segmento di ricavi con la vendita del merchandising che all'estero fa numeri da capogiro. E' un modo per incidere sulle scelte d'acquisto dei tifosi nei giorni della settimana in cui non vanno allo stadio. Però qui il problema è un altro: prima d'ora nessuna fidelity card è mai stata imposta dal Governo come un ultimatum. Il Chelsea e il Liverpool ce l'hanno ma in Inghilterra mica l'ha prescritta David Cameron o Tony Blair! E' un'opzione a libera scelta: se la vuoi la fai, altrimenti no. Da noi si corre il rischio del cambio antropologico del tifoso, un aspetto da non sottovalutare. La figura del tifoso semplice e spontaneo sarà traghettata in quella di un consumatore segmentato per capacità di spesa e ampiezza di portafogli. E' come uno stravolgimento dell'anima. Questo è il prodotto dei programmi membership fine a se stessi. La differenza con gli altri paesi è culturale: le carte fedeltà di Barcellona e Real Madrid consentono di diventare tifosi attivi, protagonisti fattivamente della vita del Club, anche con l'azionariato popolare, entri in piscina, al ristorante o nella palestra della tua squadra. Da noi si rischia di diventare un tifoso mucca da mungere, un tifoso passivo, nel caso anche sparuta minoranza da cui dissociarsi e prendere le distanze se il tifoso diventa un contestatore non allineato da isolare. Mettiamoci d'accordo: va bene il marketing a condizione che sia un marketing etico, solidaristico e sociale, che consenta al tifoso di sentirsi parte viva del Club. L'Arsenal finanzia campi di calcio per l'Africa, esportando nel continente nero il marchio dei Gunners grazie alle sterline dei suoi fedelissimi fans d'Oltremanica. Da noi siamo all'età della pietra: dove vanno a finire i proventi delle vendite delle maglie di Totti, Del Piero, Milito e Zarate?"

Oltre il merchandising, c'è il circuito bancario. Cos'è la tessera del tifoso?
"Ad esempio la Lazio ha lanciato la carta Millenovecento. Viaggia su doppio circuito, lasciando l'opzione tra quello della carta di credito MasterCard e carta ricaricabile Poste Italiane, la classica PostePay, molto utilizzata soprattutto per gli acquisti on-line. La prima cosa che mi viene da pensare è che da molti anni la stessa Lazio aveva già una carta di credito brandrizzata da American Express e che non molto tempo fa aveva già lanciato la PostePay personalizzata di Poste Italiane, così come aveva fatto anche l'A.S. Roma che ora si avvale del circuito Visa. Millenovecento mi sembra una replica di un prodotto già visto, un sovraffollamento di servizi già esistenti, che sono già sul mercato. Il Cesena invece lascia anche l'opzione della carta di credito modello revolving, dove si possono rateizzare gli acquisti pagandoci sopra gli interessi maturati. E sappiamo quali sono i problemi di queste carte, in alcuni casi condannate anche per l'applicazione di tassi da usura, sopra il 21%. Per carità, mica voglio dire che riguarderà proprio la Cesena Card. Però mi faccio una domanda: ma non avrebbero dovuto prima interpellare proprio i tifosi? Chessò... facendo un'analisi dei loro bisogni, somministrando questionari, facendo un indagine a campione, interviste telefoniche, andando in giro tra le varie realtà della città, infilandosi tra la gente, per respirare l'aria dell'ambiente prima di dire: “Armiamoci e partiamo!” Si, ma dove? Verso quale obiettivo? Bisognava sentire gli umori, ascoltare i pareri dei ragazzi che hanno il simbolo della loro squadra tatuata sulla pelle e che la domenica la seguono dappertutto o degli anziani che hanno 40 o 50 anni di stadio sulle spalle. Tanto per intenderci, c'è gente che va allo stadio dagli anni '50: e loro sarebbero tifosi da fidelizzare? Ma se ce l'hanno nel sangue! Ma se il calcio è nel DNA delle loro famiglie! Si doveva pensare prima di agire. Si doveva capire cosa i tifosi vogliono e cosa non vogliono. Bisognava percorrere un percorso di condivisione e di confronto preliminare con la gente. Un iter meticoloso, giorno dopo giorno, one to one, faccia a faccia. Qualcosa che è mancato alla stragrande maggioranza dei Club, dalla Serie A alla Seconda Divisione della Lega Pro. Con qualche eccezione: mi risulta che un dirigente del Genoa si sia incontrato con i suoi tifosi in una manifestazione pubblica. E poi? Gli altri manager? Sembra come se chi governa il calcio gli piaccia andare avanti per la propria strada. Vivendo su un altro piano, su una dimensione misteriosa che non gli consente più di relazionarsi coi tifosi... Hanno perso il contatto con la base. Così si rischia di sgonfiare il pallone. E stavolta per sempre. Prima o poi, se si continua così si arriverà a svuotare di contenuti e passione questo bellissimo giocattolo...".

Capitolo privacy e tutela della riservatezza dei dati personali. Fa molto discutere il micro-chip applicato alla tessera. E' vero che spia gli spostamenti dei possessori?
"Si dice tutto e il contrario di tutto. Ognuno ha la sua ricetta perché non c'è mai stato un piano di comunicazione performante, capace di veicolare le potenzialità e le criticità della 'Tessera del Tifoso', parlando alla luce del sole, senza indugi né tentennamenti. Considerato che si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale del sistema Italia per vivere lo stadio in maniera inusuale e che interesserà milioni di italiani, come minimo mi sarei aspettato una campagna pubblicitaria e di informazione efficace ed efficiente. Invece no. La tessera verrà calata dall'alto, senza una partecipazione dal basso, in questo caso indispensabile per fare governance. Si è persa una grande occasione, infilandosi in un vicolo cieco. Forse, piuttosto che analizzare i fenomeni sociali a trecentosessanta gradi, in Italia si preferisce tenere accese le micce del sospetto e i nervi scoperti, polarizzando le posizioni di scontro degli uni contro gli altri, secondo la logica dell'amico/nemico. Guardate cosa hanno fatto gli ultras d'Italia: i nemici si sono uniti con gli amici ed è nato il fronte comune del 'No alla Tessera'. Laziali coi romanisti, torinisti coi bergamaschi e così via, anche in corteo. E dall'altra parte chi c'è? Le lobby, il potere, non solo del calcio. Una protesta civile, rumorosa ma inascoltata. Perché? E la gente adesso pensa che se sei contrario alla 'Tessera del Tifoso' è solo perché fai parte di un gruppuscolo reazionario mimetizzato che provoca disordini. E invece no, non è così. Anzi. Perché ci sono in ballo i diritti inviolabili dei cittadini, compresa la tutela della privacy. Si, la nuova tessera porterà del foto del possessore ma monta anche un micro-chip con tecnologia di identificazione a radio frequenza (RFID) che consente di monitorare, tracciare e raccogliere i dati dell'utilizzatore finale. Già nel 2005 il Garante della Privacy si pronunciò sul tema mettendo in guardia le aziende emettitrici: visti i pericoli di ritrovarsi nella ragnatela del Grande Fratello che mappa acquisti e spostamenti, è un diritto chiedere l'asportazione, la disattivazione e l'interruzione delle funzionalità del micro-chip in qualsiasi momento. E' un diritto che tutela il trattamento di dati sensibili dei cittadini: perché questa clausola non è riportata nei moduli di richiesta di adesione? L'informazione deve camminare parallelamente alla trasparenza. E invece..."

Campionato 2009/2010. Le gare Roma-Napoli e Napoli-Lazio hanno subito le restrizioni del CASMS con l'interdizione della vendita dei biglietti ai tifosi ospiti. Dal 29 Agosto, prima di Serie A, entrerà in funzione la tessera del tifoso: saprà risolvere tutti i problemi?
"Presumo che nell'idea di chi l'ha pensata, in linea teorica la risposta è si. Cioè: fate la tessera e basta restrizioni, basta blocco vendita biglietti per Lazio-Napoli e Napoli-Roma, andata e ritorno. Ma in pratica la risposta già c'è ed purtroppo no. E non la dico io ma un precedente ingombrante e imbarazzante. Pensate come prove generali, nelle ultime partite dello scorso torneo il CASMS ha dato il via libera a tutte le trasferte dei tifosi, anche a quelle maggiormente a rischio incidenti. Compresa Genoa-Milan, che nel 1995 contò l'uccisione del genoano Vincenzo Claudio Spagnolo accoltellato da un giovane milanista. Dopo 15 anni dalla tragedia, da Milano 371 rossoneri comprano regolarmente il biglietto del settore ospiti muniti della 'Carta Cuore Rossonero' del Milan. Quindi, si potrebbe dire, tutto nella norma? Tutto regolare? Tutto ok? Macché. A meno di 18 ore dalla partita il Prefetto ligure chiude lo Stadio Marassi e Genoa-Milan si gioca a porte chiuse per motivi di ordine pubblico. Con buona pace della 'Tessera del Tifoso'. Che con questo precedente dimostra di non essere assolutamente la panacea di tutti i mali così come si vuol far credere..."

Tra le clausole ostative, cioè i motivi che vietano di ricevere la tessera, c'è il DASPO e le condanne per reati da stadio. Questo che vuol dire?
"Facciamo chiarezza. 270 tifosi di diverse squadre di calcio si sono rivolti ad un pool di avvocati, ricorsi al TAR del Lazio per un dubbio di incostituzionalità su questa misura restrittiva. Così com'è, l'art. 9 della L. 41/07 è una damnatio memoriae vita natural durante per chi ha ricevuto un DASPO o una condanna, anche se non definitiva, per reati classificati da stadio. Che voglio dire? Che si ledono i principi garantiti dalla Costituzione, basati sul presupposto di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio e sulla libertà di muoversi liberamente nell'ambito dei confini nazionali. Cerco di farmi capire meglio con due esempi. Nel lontano 1989, anno di introduzione del DASPO prima dei Mondiali di Italia '90, un tifoso viene fermato dal Questore (e non dal giudice!) per aver acceso un fumogeno o una torcia allo stadio, andando contro regolamento. Nel 1990 questo soggetto sconta regolarmente il suo DASPO, oggi è un direttore di banca e un buon padre di famiglia, paga le tasse, ma per quella legge non potrà avere la 'Tessera del Tifoso'. Colpa quella macchia indelebile che gli resterà affibbiata per tutta la vita, risalente al 1989! L'altro esempio è di un tifoso che ha avuto una condanna in primo grado per un reato da stadio ma che poi è stato assolto in appello e definitivamente in cassazione. Quindi, per la giustizia italiana è innocente. Ma non per il 'Programma Tessera del Tifoso'. Capite? E' una mostruosità contraria ai principi dello stato di diritto. Per questo, in Commissione Affari Costituzionali, il Ministro Maroni ha risposto ad un'interrogazione parlamentare chiarendo che la retroattività va considerata solo agli ultimi 5 anni dalla pena. Ma anche in questo caso è una restrizione anomala e castrante perché se un tifoso ha già espiato la pena per il quale è stato condannato o fermato amministrativamente col DASPO, come ogni altro cittadino ha diritto al reinserimento sociale e quindi di poter ritornare allo stadio. Il nodo della 'Tessera del Tifoso' è questo. In Parlamento sono fermi due disegni di legge abrogativi. Ora tutti i tifosi passeranno al vaglio della black list della Questura. Certo, se non si è commesso nulla di male non si ha nulla da temere. Ma è un filtro liberticida che non esiste per andare al cinema o al teatro, per andare a vedersi il basket e nemmeno per entrare in nessun altro stadio del mondo. Ci sono società che si sono pure spinte oltre, inserendo leggi non richieste da nessuno: il Modena vieta la sua tessera già ai soli carichi pendenti, quindi nemmeno per una condanna di primo grado, mentre il Varese la nega ai dediti al vagabondaggio, ai traffici illeciti, al contrabbando e allo sfruttamento della prostituzione. Siamo all'isterismo normativo, una condizione tipicamente italiana che vi lascio giudicare da soli! E' una risoluzione già bocciata non dal sottoscritto ma dal più autorevole Michel Platini, Presidente dell'UEFA, il vertice del governo del calcio europeo. Lo scienziato e politico americano Benjamin Franklin, rispondendo al Governatore della Pennsylvania diceva: “Chi cede le libertà fondamentali per la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”."

Ultima domanda: cosa succederà in Italia con questa tessera?
"Per professione non faccio l'indovino e nemmeno il mago, mi limito a fotografare lo stato delle cose per raccontarle sui giornali o nei libri che scrivo. Ad oggi, su 132 società di Serie A, B e Lega Pro, circa l'85% è indietro, molto indietro. Cioè l'85%, ovvero la stragrande maggioranza delle società, non ha ancora la propria tessera del tifoso. Per non parlare poi dei tornelli agli ingressi e dei lettori del micro-chip che, in molti casi, vanno ancora comprati e montati negli stadi. A tutto questo dobbiamo aggiungere che, dal momento della richiesta di adesione, per dare il via libera al rilascio della 'Tessera del Tifoso' le Questure dovrebbero impiegare qualcosa come 30-50 giorni lavorativi per eseguire gli accertamenti nella black list, incrociando i dati dei casellari giudiziali e dei vari tribunali. Fate voi, la matematica non è un opinione. E ve lo dice uno che nella vita ha prediletto l'aspetto umanistico dello scibile e non i calcoli. Ma a me sembra che ci siano già tutte le condizioni per poter dire che anche in quest'occasione, l'Italia ha fatto uno figura all'italiana. Forse il programma subirà un nuovo slittamento? Maroni l'altro giorno ha voluto scongiurare l'ipotesi dicendo che le squadre che mettono “in difficoltà non hanno voluto adeguarsi in tempo, magari pensando che a non adeguarsi il Ministero potesse ripensarci. Non è così. Ne parliamo da due anni, c'è stato tutto il tempo... è un po' il malcostume italico quello di non adeguarsi alle novità e poi arrivare il giorno prima e chiedere il rinvio.” Il Ministro ha chiarito che “se uno non si adegua è perché ha deciso di non adeguarsi, cioè di non rispettare l'impegno che formalmente ha assunto nei confronti del Ministero dell'Interno con una lettera. Dopo di che, se così sarà, ne subirà le conseguenze, naturalmente!” Staremo a vedere..."


Fonte: liberamente tratto dalla Rete

IL NOSTRO SITO NON SVENDERA' LA PROPRIA DIGNITA' E LA PROPRIA LIBERTA' PER SEGUIRE I GRIGI IN TRASFERTA....QUESTO E' POCO MA SICURO!
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venerdì 2 luglio 2010

Casale - Alessandria anni '80

Pubblicato sul Canale YouTube del nostro sito un servizio giornalistico degli anni '80 sui preparativi degli Ultras Grigi per la trasferta di Casale Monferrato (AL)

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