A proposito della trasferta di Bolzano,ecco l'articolo di SportPeople:
"Strudel indigesto per l'Orso Grigio"
In una giornata invernale, con una pioggia che cade come sassate dal cielo, aiutata da un vento a tratti forte ma comunque, costantemente, freddo e fastidioso, il “Druso” di Bolzano ospita un inedito testa-coda. Il FC Südtirol/Alto Adige, rigorosamente in doppia lingua per non scontentare nessuna minoranza, rincorre la salvezza con un po’ di affanno, anche se nella giornata di sabato l’atteso cambio al vertice della società ha dato fiducia e rinnovato le motivazioni del gruppo e di tutto l’ambiente; il nuovo presidente, Walter Baumgartner, sembra avere le idee chiare sugli obiettivi a medio termine dell’ FCS: salvezza quest’anno, Prima Divisione entro 4 anni e, attenzione, Serie B in 6 anni, con annesso stadio nuovo. L’Alessandria, da parte sua, giunge in riva all’Isarco con la voglia di continuare la corsa al vertice della classifica, sperando in qualche passo falso della capolista Varese per tenere viva la competizione il più a lungo possibile; il pareggio a Pavia di domenica scorsa ha infatti staccato i Grigi dalla vetta, distante tuttavia solo due punti con ancora molte gare da giocare. Detto del tempo, da polenta più che da partita di calcio, e dato per scontato il terreno di gioco pesantissimo, le squadre entrano in campo alle 15 davanti a poco più di 500 spettatori; da Alessandria saranno quasi un centinaio ad onorare una delle trasferte più lunghe della stagione.
I sostenitori grigi appendono gli striscioni nel loro settore, fortunatamente per loro al coperto, e dopo essersi compattati iniziano ad intonare cori a sostegno della squadra, che però non sembra aver iniziato la gara con la giusta mentalità. Infatti i biancorossi padroni di casa giocano un ottimo primo tempo, schiacciando l’Alessandria a volte nella sua area e costringendo a un paio di salvataggi sulla linea i difensori grigi; il campo pesante gioca a favore dei locali, meno dotati tecnicamente ma che occupano bene il campo. Tuttavia, quando i Grigi spingono sono sempre pericolosi ma il portiere Trini oggi sembra insuperabile. Quando tutti pensano già al tepore degli spogliatoi, Rodriguez su punizione trova l’incrocio dei pali ma anche la “manona” di Trini che va a deviare in corner; palla in area, Schettino in tuffo di testa centra il palo, la palla carambola sul braccio di Briglia che salva l’FCS proprio sulla linea. Purtroppo per lui, il primo assistente vede il tocco di braccio e segnala il tutto all’arbitro, che non può far altro che espellere il difensore del Südtirol e concedere, a tempo scaduto, un rigore all’Alessandria; qualche protesta, quindi Artico sistema il pallone sul dischetto e calcia forte e preciso, ma ancora una volta Trini si oppone alla grande, intuendo la direzione del tiro e deviando, salvando il risultato.
Fischio finale e tutti, di corsa, negli spogliatoi; dalla tribuna qualcuno inveisce contro il guardalinee, perdendo il proverbiale aplomb germanico, ma fortunatamente anche qui l’essenza del calcio è ancora presente, pur in uno stadio che nel suo piccolo è un gioiellino. Nella ripresa le due squadre appaiono stanche; nel primo tempo hanno speso moltissimo, su un campo che si fa via via sempre più pesante, dal momento che la pioggia non è mai calata d’intensità. Chi si aspetta però una passeggiata dell’Orso sui locali ridotti in dieci, si sbaglia di grosso. L’FCS si dimostra squadra arcigna e orgogliosa, e al 63’ si porta in vantaggio: punizione da almeno 35 metri di Ghidini, il mio miglior in campo per qualità e intensità di gioco; la palla rimbalza su una pozzanghera e inganna Servili, ex di turno, che non trattiene e consente al difensore centrale Belotti di insaccare in rete tranquillamente: 1-0, con tutta la squadra che corre ad abbracciare l’autore del gol che festeggia sotto la tribuna. Ci sarebbe ancora tutto il tempo di reagire, ma l’Alessandria pare proprio non avere le forze per lottare su ogni pallone e l’ingresso in campo del giovanissimo Fischnaller, fresco di convocazione in U20 italiana, è come il colpo di grazia che si abbatte, quasi gradito, su chi non ce la fa più. L’FCS stringe i denti, non soffre neanche più del previsto e dopo 4 minuti di recupero può festeggiare la prima vittoria della gestione Baumgartner e iniziare a sognare, perché no, la Serie B. L’Alessandria esce con le ossa rotte dal “Druso”, e i sostenitori grigi, non contenti della prestazione odierna, invitano i giocatori (che non si degnano nemmeno di salutare la curva a fine gara, tranne un paio di eccezioni) a tirare fuori gli attributi. La stagione è arrivata al punto cruciale; i Grigi devono riprendere a vincere per la gloria. L’FCS ha iniziato oggi la sua nuova era, e si prepara il corredo per la salvezza partendo, come l’antenato ötzi, da un copricapo in pelo d’orso.
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In una giornata invernale, con una pioggia che cade come sassate dal cielo, aiutata da un vento a tratti forte ma comunque, costantemente, freddo e fastidioso, il “Druso” di Bolzano ospita un inedito testa-coda. Il FC Südtirol/Alto Adige, rigorosamente in doppia lingua per non scontentare nessuna minoranza, rincorre la salvezza con un po’ di affanno, anche se nella giornata di sabato l’atteso cambio al vertice della società ha dato fiducia e rinnovato le motivazioni del gruppo e di tutto l’ambiente; il nuovo presidente, Walter Baumgartner, sembra avere le idee chiare sugli obiettivi a medio termine dell’ FCS: salvezza quest’anno, Prima Divisione entro 4 anni e, attenzione, Serie B in 6 anni, con annesso stadio nuovo. L’Alessandria, da parte sua, giunge in riva all’Isarco con la voglia di continuare la corsa al vertice della classifica, sperando in qualche passo falso della capolista Varese per tenere viva la competizione il più a lungo possibile; il pareggio a Pavia di domenica scorsa ha infatti staccato i Grigi dalla vetta, distante tuttavia solo due punti con ancora molte gare da giocare. Detto del tempo, da polenta più che da partita di calcio, e dato per scontato il terreno di gioco pesantissimo, le squadre entrano in campo alle 15 davanti a poco più di 500 spettatori; da Alessandria saranno quasi un centinaio ad onorare una delle trasferte più lunghe della stagione.
I sostenitori grigi appendono gli striscioni nel loro settore, fortunatamente per loro al coperto, e dopo essersi compattati iniziano ad intonare cori a sostegno della squadra, che però non sembra aver iniziato la gara con la giusta mentalità. Infatti i biancorossi padroni di casa giocano un ottimo primo tempo, schiacciando l’Alessandria a volte nella sua area e costringendo a un paio di salvataggi sulla linea i difensori grigi; il campo pesante gioca a favore dei locali, meno dotati tecnicamente ma che occupano bene il campo. Tuttavia, quando i Grigi spingono sono sempre pericolosi ma il portiere Trini oggi sembra insuperabile. Quando tutti pensano già al tepore degli spogliatoi, Rodriguez su punizione trova l’incrocio dei pali ma anche la “manona” di Trini che va a deviare in corner; palla in area, Schettino in tuffo di testa centra il palo, la palla carambola sul braccio di Briglia che salva l’FCS proprio sulla linea. Purtroppo per lui, il primo assistente vede il tocco di braccio e segnala il tutto all’arbitro, che non può far altro che espellere il difensore del Südtirol e concedere, a tempo scaduto, un rigore all’Alessandria; qualche protesta, quindi Artico sistema il pallone sul dischetto e calcia forte e preciso, ma ancora una volta Trini si oppone alla grande, intuendo la direzione del tiro e deviando, salvando il risultato.
Fischio finale e tutti, di corsa, negli spogliatoi; dalla tribuna qualcuno inveisce contro il guardalinee, perdendo il proverbiale aplomb germanico, ma fortunatamente anche qui l’essenza del calcio è ancora presente, pur in uno stadio che nel suo piccolo è un gioiellino. Nella ripresa le due squadre appaiono stanche; nel primo tempo hanno speso moltissimo, su un campo che si fa via via sempre più pesante, dal momento che la pioggia non è mai calata d’intensità. Chi si aspetta però una passeggiata dell’Orso sui locali ridotti in dieci, si sbaglia di grosso. L’FCS si dimostra squadra arcigna e orgogliosa, e al 63’ si porta in vantaggio: punizione da almeno 35 metri di Ghidini, il mio miglior in campo per qualità e intensità di gioco; la palla rimbalza su una pozzanghera e inganna Servili, ex di turno, che non trattiene e consente al difensore centrale Belotti di insaccare in rete tranquillamente: 1-0, con tutta la squadra che corre ad abbracciare l’autore del gol che festeggia sotto la tribuna. Ci sarebbe ancora tutto il tempo di reagire, ma l’Alessandria pare proprio non avere le forze per lottare su ogni pallone e l’ingresso in campo del giovanissimo Fischnaller, fresco di convocazione in U20 italiana, è come il colpo di grazia che si abbatte, quasi gradito, su chi non ce la fa più. L’FCS stringe i denti, non soffre neanche più del previsto e dopo 4 minuti di recupero può festeggiare la prima vittoria della gestione Baumgartner e iniziare a sognare, perché no, la Serie B. L’Alessandria esce con le ossa rotte dal “Druso”, e i sostenitori grigi, non contenti della prestazione odierna, invitano i giocatori (che non si degnano nemmeno di salutare la curva a fine gara, tranne un paio di eccezioni) a tirare fuori gli attributi. La stagione è arrivata al punto cruciale; i Grigi devono riprendere a vincere per la gloria. L’FCS ha iniziato oggi la sua nuova era, e si prepara il corredo per la salvezza partendo, come l’antenato ötzi, da un copricapo in pelo d’orso.