Pubblichiamo l'articolo di
http://www.alessandriasport.it/ riguardo il divieto di Saluzzo.
A Saluzzo vengo anch'io? No,tu no!
Il Viminale proibisce agli alessandrini di andare a Saluzzo domenica 24 per seguire i Grigi, come punizione inflitta loro dall’Osservatorio Nazionale sugli Eventi Sportivi (leggi: Ministero per le Politiche Giovanili e Attività Sportive insieme al Ministero dell'Interno), per i danneggiamenti ai bagni dello stadio dopo il derby di domenica scorsa.
Lo sport nostrano a volte dà l’impressione di essere gestito in maniera bizzarra – per usare un eufemismo – per cui spesso tutto si svolge in modo incomprensibile ai più come, nella fattispecie, a chi scrive. Ogni tanto, nei nostri stadi, a tutti i livelli, si verifica qualche fatto che appartiene al variegato repertorio del vandalismo, per cui tutti, prima o poi, gridano allo scandalo, assumono atteggiamenti tragicomici nel condannare con sdegno e, molte volte (ma non sempre), scatta il provvedimento disciplinare. Questa volta a fare le spese della mannaia del Ministero per le Politiche Giovanili ed Attività Sportive e dell'Interno (leggi: Osservatorio Nazionale sugli Eventi Sportivi) sono i tifosi dell’Alessandria cui è stato vietato di recarsi a Saluzzo domenica 24 febbraio per seguire i loro beniamini in trasferta. C’è da chiedersi il perché di una simile risoluzione liberticida nei confronti dei nostri ragazzi, per i quali il calvario era iniziato già alla stazione ferroviaria di Alessandria col biglietto per Casale pagato ma senza poter salire sul treno, perché altri sagaci e fenomenali personaggi - questa volta del trasporto regionale di Trenitalia (visto come funzionano i treni regionali c’è veramente da chiedersi se siano tutti così intelligenti) - avevano predisposto solo tre carrozze riservate a 600 tifosi! Ma, per tornare a bomba, ora si viene a sapere che la motivazione del provvedimento dell’ Osservatorio Nazionale sugli Eventi Sportivi risiede nel fatto che proprio quel disgraziato pomeriggio – iniziato male e finito peggio - i tifosi alessandrini avrebbero gravemente danneggiato i bagni dello stadio Palli di Casale dopo il derby Casale-Alessandria. Il fatto è veramente accaduto, ma occorre, a questo punto, fare alcune considerazioni. Innanzi tutto bisogna chiedersi se coloro i quali hanno compiuto l’atto vandalico - che sta alla base del provvedimento disciplinare dell’Osservatorio - siano stati veramente e solamente i tifosi dell’Alessandria, o se, per caso, fra di loro, non vi fossero anche altri personaggi che coi Grigi non c’entrano un fico secco. Quindi c’è da chiedersi quanti fossero i presunti tifosi responsabili di tali vandalismi. La risposta, in questo caso, è immediata: una ventina. E per una ventina di deficienti, che sicuramente sono da individuare e punire, si vuole impedire a centinaia di tifosi alessandrini di recarsi a Saluzzo per vedere la partita? Tanto più che il solito maligno bene informato dice al cronista che nelle adiacenze ed all’interno dello stadio Palli quella domenica pomeriggio erano distribuite liberamente lattine di birra, per cui alcuni tifosi si sono ubriacati. E allora come la mettiamo? Se la soffiata del maligno corrispondesse a verità, non si capisce come mai il solerte, nonché sagace, funzionario dell’Osservatorio non fosse al corrente di ciò. E c’è da chiedersi come mai non abbia pensato che chi ha compiuto gli atti vandalici in oggetto poteva essere verosimilmente ubriaco fradicio (e chi gli ha dato la birra all’interno dello stadio aveva violato la legge) per cui la responsabilità era da attribuire ai bevitori di birra e non, per esempio, ai tifosi astemi. Alla fine della fiera resta ancora una domanda senza risposta: perché prendersela coi cessi? Semplice, perché dopo la partita di andata i tifosi casalesi avevano gravemente danneggiato quelli del Moccagatta. Per la legge analogica del contrappasso, la stessa cosa è successa a Casale. Ergo: chi la fa l’aspetti.
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