sabato 29 novembre 2008

I PERCHE' DI UN CUORE GRIGIO.

Perchè la città natale si chiama Alessandria,
perchè se vivi lontano da dove sei nato senti un vuoto che ti opprime,
perchè da piccolo giocavi al Borsalino insieme a tanti altri piccoli orsacchiotti,
perchè a dieci anni il Moccagatta ti sembrava il Maracanà,
perchè a quindici anni i tuoi idoli erano Geppo e Audi,
perchè hai passato più pomeriggi al Moccagatta che a casa,
perchè osservare il Moccagatta deserto in una giornata come tante ti mette in pace con il mondo,
perchè se ti fai un trip su quel manto erboso vedi ancora giocare i grigi quando erano i GRIGI,
perchè alle superiori facevi a botte ogni volta che insultavano la tua toppa degli Ultras sul bomber,
perchè casa tua è un museo dell'Alessandria Calcio,
perchè l'unica foto che hai sul comodino del letto è quella del "Mocca" deserto con tanto di cornice,
perchè prima di andare a dormire la tua preghiera è una canzone della Nord,
perchè sei sempre stato fiero di indossare la tua maglia grigia ovunque in giro per il mondo,
perchè se la serie B ti sembra un sogno e la serie A un miracolo preghi tutti i giorni di non morire prima del miracolo,
perchè sarebbe troppo facile tifare sempre per chi vince,
perchè la storia insegna che l'amore è sofferenza,
perchè andare contro-corrente è più bello che seguire la moda,
perchè se non c'è vita senza amore non c'è vita senza GRIGI NEL CUORE.

Alex http://orsogrigio1980.spaces.live.com/
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13 commenti:

Anonimo ha detto...

...noi abbiamo i grigi nel cuore....FORZA GRIGI FORZA GRIGI FORZA GRIGI

Anonimo ha detto...

Sono nato nel 1989 ed ho iniziato ad andare al "Mocca" nel 1998, l'anno del ritorno di Romairone. Dal 1998 non ho mai smesso di seguire le sorti della squadra, nemmeno quando siamo falliti e l'Alessandria è diventata la Nuova Alessandria Srl 1912. Chi mi dice che l'Alessandria è una squadra di merda e, queste persone, tifano Inter, Milan o Juve guardando le partite su sky, dico loro che non capiscono un cazzo di calcio e soprattutto non capiscono cosa vuol dire amare, soffrire, urlare, cantare, sgolarsi e gioire per questa squadra e questa maglia. IO CE L'HO DENTRO, CE L'AVRO' SEMPRE DENTRO. FINO ALLA FINE DEI MIEI GIORNI, FINO ALLA MORTE. Perchè quando questa passione ti prende, ti avvolge e ti entra dentro è impossibile uscirne. E io sono la persona più felice del mondo sapendo che questa passione mi è entrata dentro e non uscirà mai più. Sono la persona più felice del mondo la domenica, sapendo di entrare nel mitico tempio del calcio o per seguire la squadra in trasferta. Io morirò con i Grigi nel cuore, io morirò Ultras dei Grigi. Un saluto da un malato di Grigi, da un cuore Grigionero. A domani per sostenere la capolista!!! Lory.

Anonimo ha detto...

Sono cresciuto al "Mocca", sin da piccolo sugli spalti con mio nonno prima e mio papà dopo, in rettilineo. Mi ricordo che guardavo fiero la Nord, tutti quei cori incessanti e le braccia al cielo, che brividi. Nel 94 la prima uscita in curva ed è stata la fine, colpo di fulmine per la maglia grigia. All'epoca abitavo prima a Torino e dal 96 a Milano, scendevo in Alessandria solo la domenica in cui l'undici grigio giocava tra le mura amiche, mettevo la sveglia alle dieci di mattina e me la facevo a piedi sino al Mocca (mia nonna abitava in via Don Giovine) solo per dare una mano a mettere gli striscioni alla vecchia guardia, poi tornavo in fretta e furia a casa sempre a piedi dove mi aspettava il pranzo (anche se il più delle volte ero talmente teso che non riuscivo neanche a mangiare) e poi ricorrevo al Mocca per l'inizio della partita. VIVEVO PER LA DOMENICA "GRIGIA". Alex

Anonimo ha detto...

Lory hai seguito la porcata chiamata Nuova Alessandria e te ne vanti?!?!?!?!?!

Anonimo ha detto...

Articolo splendido!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Lory ci porta un gran culo

Anonimo ha detto...

L'arbitro ha visto!...che PORRINI venga squalificato per "atteggiamento provocatorio nei confronti del PUBBLICO di FEDE GRIGIA!"...NOI LA MULTA PER I CORI AD OMODEOP CE LA SIAMO PRESA!

LA LEGGE E' UGUALE (QUASI) PER TUTTI!

Anonimo ha detto...

"..Eppero’ domenica ci saremo, perche’ quelle maglie non si abbandonano, ma siamo pronti a bere l’amaro calice: vedere i grigi scendere al Robbiano da capolista, assistere ad un’invasione di tifosi avversi, gasatissimi per i risultati, rassegnati a tifare per una compagine che si schiera dimessa per un derby che storicamente ci vedeva battaglieri e ai tempi aulici addirittura sprezzanti e facilmente vincitori.
Ci auguriamo che i giocatori sappiano cosa vuol dire per i resti di questo pubblico il confronto con i grigi, che avvertano che il derby non e’ una partita come le altre, che dietro non c’e’ solo appartenenza ad un campanile, ma anche rispetto per una tradizione: per questo noi siamo pronti ad affrontare i tracotanti grigi anche a rischio di venir sbeffeggiati per 90 minuti, ma questa volta vogliamo che chi veste questa casacca sputi davvero l’anima… "

da www.provercelli.com

Anonimo ha detto...

Molto bello questo articolo e molto vero soprattutto per quelli della mia generazione (io sono del 1978) io ce l'avevo davvero la toppa degli ultras sul bomber ed anche quella dei rasta kaos, andavo a scuola tutti i giorni con la maglietta degli ultras grigi, quella vecchia con il fulmine, e soprattutto io ricordo davvero Geppo, Audi, Sandro, Tyson e tutti gli altri (erano tanti citarli tutti e' impossibile) padroni della curva. Col cazzo allora che i ragazzini come ero io allora si avvicinavano alla balconata. Era tutta un'altra cosa, tutto un altro tifo e il Mocca era sempre davvero una bolgia. Ora i tempi sono diversi e noi tutto sommato ci difendiamo bene pero' per tutti i ragazzi giovani che vedo la domenica e che hanno davvero i grigi nel cuore (per fortuna ce ne sono ancora tanti)sono davvero dispiaciuto che non abbiano potuto vedere cosa era una volta il Moccagatta.
Giarre

Anonimo ha detto...

...è retorico ma "si stava meglio quando si stava peggio..."
alla fine il discorso è sempre lo stesso chi ha rovinato tutto è il calcio esasperato in tv,dibattiti,partite di continuo ecc.
una volta c'erano i grigi, c'era il mokka e soprattutto c'era la famosa bolgia.
io ricordo i vari arbitri venduti amendolia,cazzamalli ecc che uscivano dallo stadio a tarda sera , i lama delle parterre e del rettilineo, le panchine in ondulina verde che venivano attaccate quando alcuni allenatori si comportavano da stronzi ecc...io sono cresciuto lì e me ne vanto!!!!
ora le cose sono cambiate ma il mokka è sempre lì come noi tifosi ,e ci saremo sempre , le nuove generazioni cresceranno e grideranno sempre forza grigi.

domenica invadiamo vc e se possibile faccio un appello:
portiamo tutti qualcosa di grigio bandiere, sciarpe, stendardi dobbiamo dre una lezione di tifo da lasciare tutti a bocca aperta.

alessandria unica fede
luca orti 70

Anonimo ha detto...

E' incredibile e bellissimo sapere che altri provano le stesse mie emozioni e vivono il mondo dei GRIGI allo stesso modo! I passaggi di vita raccontati da Alex (UG TORINO) sono anche i miei e di chissà quanti altri!
Noi nati verso la fine degli anni 70, abbiamo avuto la fortuna di vivere la curva come ormai non potrà più essere, e spiace per i più giovani che non possano avere neanche l'idea di come era....! Si, ci sono tante foto, ma viverla............cazzo che emozioni!
NOI CHE ABBIAMO VISSUTO PER I GRIGI E SEMPRE LO FAREMO!

SAL99

Anonimo ha detto...

Sono nato nel 1982 e fin da bambino (prima partita vista al Moccagatta nel 1988....goal di Tortora nel derby con i neri) ho seguito i grigi e dal 1991 assieme a mio padre sempre in Gradinata Nord...non posso non ritrovarmi nelle parole di Alex che riassumono alla grande ciò che noi 25enni abbiamo provato da piccolini con il tifo della Nord (e il buon vecchio Audi in balaustra spalle alla porta con il megafono).
Grazie Grigi....grazie Curva Nord,compagna di vita perchè...l'Alessandria è come il primo amore...e nella vita tutto il resto MUORE!

Ronny

Anonimo ha detto...

ciao a tutti i grigi...
sono Gianfranco, Gianfranco Serioli, ai più non dirà nulla ma ho indossato per un paio di stagioni la maglia dei grigi, vissuto di conseguenza la città dei grigi, respirato l'aria grigia e conosciuto persone speciali.
Il mio modo di essere grigio è dal campo, io guardavo le tribune dal rettangolo, io sentivi gli orsi cantare, io correvo con la maglia grigia addosso.
Sono più di quindici anni oramai ma i grigi non si scordano per cui... forza grigi da un tifodo speciale..un ex calciatore dell'Alessandria.
Un saluto caro a molti tifosi dei grigi che conosco personalmente...loro sanno senza fare nomi....

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