Era la partita più attesa. Forse dell'intera stagione, forse no. Ma fatto sta che una vittoria l'Alessandria sportiva l'aveva già conquistata sugli spalti: perchè entrare al Moccagatta ieri pomeriggio alle 15 non poteva che destare gioia nei tifosi grigi, quelli veri, quelli che anche nei periodi più bui non hanno mai abbandonato la gloriosa casacca alessandrina. Perchè per rivedere quasi 3000 persone sugli spalti del "Tempio del Calcio" locale bisogna andare indietro nel tempo, fino a quasi 6 anni fa, e più precisamente al primo incontro con la Valenzana in serie C2 (anche allora circa 3000 spettatori) e con il Prato nel giorno in cui si festeggiavano i 90 anni di storia dell'Orso Grigio. Ma più che i numeri a contare è la dimostrazione netta del calore e della passione che la gente prova ancora nei confronti di una squadra che per tanti, troppi è sempre stata definita come "finita". Ieri è stata una vittoria della città intera, nella partita più sentita: è stata una vittoria contro una "rivale" storica dello sport alessandrino, quel Casale che si trova in una brutta posizione in classifica, che è venuto al Moccagatta per portare via almeno un punto e per dimostrare al proprio pubblico la voglia di onorare la maglia: anche se le speranze erano poche va comunque fatto onore a quei tifosi del Casale che nonostante tutto sono venuti al Moccagatta e ci hanno creduto, e lo diciamo da sportivi anche se la fede sportiva di chi scrive è, come si capirà, totalmente grigionera. Ieri è stata una vittoria del calcio visto allo stadio, con gente di ogni età che è uscita dal Moccagatta contenta e serena per una bella partita vinta con merito dall'undici di Iacolino: una squadra che dimostra la sua diversità anche nelle piccole cose, perchè non è da tutti i giocatori di calcio (e si badi bene alla definizione, non si parla di calciatori..) uscire in bicicletta dopo una partita e fermarsi a festeggiare con 200 persone festanti in mezzo alla strada e a fare fotografie. Alla vigilia si sperava di tornare a sentire il "Mokka" ribollire di calore e di passione, come accadeva sempre fino ad una decina di anni fa: diciamo pure che la missione è stata compiuta. E' una bella favola quella che l'Alessandria calcistica sta vivendo, per un "popolo" che dopo anni di "sofferenze" calcistiche sta tornando ad assaporare a pieno gusto quel magico gioco chiamiato abitualmente calcio.
Da Agenfax del 08/10/2007 - www.agenfax.it
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