martedì 6 febbraio 2007

Le nuove norme dopo la tragedia di Catania

Le nuove norme dopo il tragico evento di Catania
"Niente pubblico negli stadi fuori norma"


Alcune delle misure decise: non si venderanno più blocchi di biglietti agli ospiti, arresto in flagranza fino a 48 ore

ROMA - Partite a porte chiuse negli stadi che non sono a norma. Divieto di vendere biglietti a blocchi per le tifoserie ospiti. Stop ai rapporti tra club e ultrà. Sono alcune delle misure decise dopo il vertice sulla violenza negli stadi che si è tenuto a Palazzo Chigi. Un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell'Interno Giuliano Amato, il ministro dello Sport Giovanna Melandri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi, il commissario straordinario della Figc Luca Pancalli e il capo della Polizia Gianni De Gennaro.MISURE DI SICUREZZA - È stato Amato a spiegare i provvedimenti decisi dopo circa due ore di vertice. «Non si giocherà in presenza del pubblico negli stadi non a norma - ha detto il responsabile del Viminale - su questo non transigo». Per cui, quando gli stadi riapriranno, lo faranno soltanto quelli a norma. Gli altri stadi verranno utilizzati per giocare, ma senza pubblico. E poi stop alla vendita di ticket a blocchi per chi è in trasferta. «Questo - ha aggiunto Amato - non impedirà a nessuno di comprare il biglietto singolarmente». Il ministro dell'Interno ha poi dichiarato che «occorrerà riestendere la norma della quasi flagranza tra coloro che saranno identificati attraverso le foto e i video. Trentasei ore non sono sufficienti e si potrà arrivare alle 48 ore». Inoltre, «dovremo rivedere la soglia delle misure di sicurezza, tornelli e quant'altro, che ora scatta negli stadi con 10.000 posti, ed è una beffa perché;;;; alcuni stadi denunciano 9.990 posti. Tra le altre misure, un «rafforzamento» delle sanzioni nei confronti di coloro che commettono violenza con lo sganciamento del "Daspo" (divieto di accesso alle manifestazioni sportive) dal presupposto dell'accertamento del reato. Il Daspo, insomma, potrà diventare una misura anche solo di carattere preventivo e potrà essere esteso ai minori, senza che diventino penalmente perseguibili. Il comportamento pericoloso sarà sufficiente per interdire l'accesso negli stadi. STEWARD - Il ministro Melandri ha poi delineato il «nuovo modello di governo del calcio»: gli stadi di proprietà delle società di calcio, la sicurezza interna affidata solo agli steward e non alle forze dell'ordine, il divieto di intrattenere rapporti tra società e gruppi di tifosi organizzati. «Nel medio periodo ci sarà una distribuzione delle responsabilità, degli onori e oneri» nella gestione della sicurezza insieme alle forze di polizia. A breve, però, bisogna capire quali stadi potranno ospitare il pubblico e quali no. «Verificheremo mese per mese l'effettività dell'applicazione dei biglietti nominali, della videosorveglianza e dei tornelli» ha spiegato la Melandri. «Ad oggi gli stadi a norma in serie A sono cinque - afferma il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti -. Il decreto legge, eliminando la vendita in blocco di biglietti alle società in trasferta, toglierà per gli stadi l'obbligo di parcheggio riservato per i tifosi in trasferta. In questo modo gli stadi a norma saranno 7 o 10 per la serie A».
CDM - Mercoledì prossimo si svolgerà una riunione del Consiglio dei ministri per «decidere delle misure urgenti e immediate per l'ordine pubblico». Lo ha annunciato Enrico Letta. «Alcune norme saranno di conferma e rafforzamento del decreto Pisanu, altre avranno delle innovazioni. Ci sarà infine una proposta di legge delega sulla situazione a regime che il Governo proporrà al Parlamento in materia di rapporti tra società e budget di gestione e tifoserie». RIPRESA - Il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, ha affermato che proprio dopo il Cdm di mercoledì sarà presa una decisione sulla ripresa dei campionati. Per Pancalli, «tecnicamente» è possibile che si torni a giocare domenica.

(da Corriere.It del 6 Febbraio 2007)
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